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“Innovare per l’umanizzazione delle cure e la dignità della persona – il caso delle terapie intensive”, il dottor Giorgio Gambale, direttore dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione dell’Ausl di Forlì, al congresso nazionale di Bologna

 Forlì, 20/02/2009 - Da circa un anno, l’U.O. di Anestesia e Rianimazione dell’Ausl di Forlì, diretta dal dottor Giorgio Gambale, sta portando avanti il progetto regionale “Umanizzazione delle cure in Terapia Intensiva”, diretto a mettere al  centro le esigenze del paziente e dei suoi familiari in un momento così delicato della sua vita. Il punto su tale innovativa esperienza verrà fatto martedì 24 febbraio, a Bologna, in occasione del congresso nazionale “Innovare per l’umanizzazione delle cure e la dignità della persona – il caso delle terapie intensive”, cui parteciperà per l’Ausl di Forlì il dottor Giorgio Gambale. Circa due anni fa, l’assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna Giovanni Bissoni ha infatti riunito un’équipe di esperti, coordinati dalla professoressa Rita Maria Melotti, docente dell’Università di Bologna, per analizzare le criticità nei reparti di terapia intensiva e sperimentare nuove relazioni fra paziente, famiglie e personale sanitario, prevedendo un’apertura dei reparti. Ai lavori del gruppo ha partecipato anche il dottor Giorgio Gambale, e l’U.O. di Anestesia e Rianimazione dell’Ausl di Forlì, che conta 420 pazienti ricoverati ogni anno in Terapia Intensiva, è stata fra i dieci centri pilota a portare avanti il progetto, qualificandosi per la propria volontà innovatrice.

«Il convegno e la sperimentazione avviata nell’ultimo periodo – illustra il direttore – si propongono di migliorare le relazioni fra famiglia-pazienti e sanitari curanti, a partire dalle Terapie Intensive, cercando di mettere al centro il paziente stesso. Nel nostro paese, questi reparti sono da sempre poco accessibili, regolati come sono da rigide norme, giustificate dalla nobile causa dell’impegnativo trattamento rianimatorio su pazienti molto gravi. L’evidenza scientifica, tuttavia, dimostra come tale chiusura possa divenire per il malato un ulteriore handicap, che va ad aggiungersi alla criticità della patologia, condizionando così la sua sua possibilità di superare la fase di acuzie. In base a questo, non possono esserci giustificazioni alla difesa dello status quo». Le U.O. coinvolte si sono così aperte ai familiari dei pazienti, prevedendo fasce orarie di visita più ampie. «La Terapia Intensiva di Forlì, oggi, è accessibile il pomeriggio, ed è possibile modellare gli orari su esigenze individuali – dichiara il dottor Gambale – inoltre, abbiamo modificato le modalità d’ingresso, consentendo ai familiari di entrare liberamente, senza vestizioni particolari. L’unica avvertenza fondamentale è lavarsi bene le mani, prima e dopo il contatto col degente». Un altro importante versante è quello relazionale. «Anche qui stiamo lavorando per dedicare ancora più tempo, quando occorre, ai congiunti dei pazienti, dando loro tutte informazioni necessarie sul percorso terapeutico e coinvolgendoli quindi nel cosiddetto “decision making”, ovvero la gestione globale del paziente – prosegue il direttore – inoltre, ancor prima che partisse la sperimentazione, abbiamo sottoposto ai familiari e pazienti un questionario sulla qualità da loro percipita in Terapia Intensiva: l’analisi dei risultati, che presenterò anche al convegno, ha evidenziato mediamente un feedback positivo sulle relazioni col personale, mentre uno degli aspetti critici era lo spazio orario di visita. Abbiamo quindi stimato una concordanza col progetto regionale, che sembra andare nella direzione auspicata dai cittadini». Per quanto riguarda il questionario, sottolinea il dottor Gambale, «abbiamo avuto un ruolo di apripista nell’utilizzare tale strumento d’indagine: ora la nostra esperienza potrà essere utile anche ad altri centri».

Durante il congresso verranno illustrati poi gli esiti di un’indagine conoscitiva realizzata intervistando i coordinatori infermieristici delle Terapie Intensive regionali, nonché le principali criticità psico-relazionali ed operative manifestate e/o riscontrate dagli operatori sanitari relativamente al progetto.

A conclusione dei diversi interventi, è in programma una tavola rotonda sul quanto mai attuale tema “Proporzionalità delle cure: problemi per i professionisti e gli operatori sanitari”, moderata da Daniela Minerva, giornalista de L’Espresso. All’appuntamento scientifico parteciperanno anche il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e l’assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna Giovanni Bissoni.

Data pubblicazione ven, 20 feb 2009
Data ultima modifica lun, 09 ago 2010
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